La riforma del terzo settore, che in tanti stanno trascurando, ha portato nuovi obblighi per gli enti del terzo settore. Che cosa è la relazione di missione?

Che cosa è la relazione di missione: i nuovi obblighi per gli enti del Terzo Settore. La riforma del Terzo Settore ha introdotto nuovi e più stringenti obblighi. Uno tra tutti l’obbligo di redigere la relazione di missione per gli ETS con bilanci superiori ai 200mila euro. L’articolo 13 del decreto legislativo 117 sancisce infatti che gli Enti del terzo Settore, d’ora in poi, hanno l’obbligo di redigere e sottoporre all’assemblea dei soci (insieme al Rendiconto dell’esercizio) la relazione di missione.

Che cosa è a relazione di missione?

La relazione di Missione è un documento che illustra sia i dati relativi alle attività svolte nell’esercizio precedente sia l’andamento economico e finanziario dell’associazione, sia tutte le modalità con le quali l’ente intende perseguire le finalità sancite dallo statuto.

Redigendo la relazione di missione l’ETS deve dare atto di tutti i principi e di tutti i criteri di redazione che sono stati utilizzati per redigere lo stesso.

Gli ETS che presentano un bilancio superiore alle 200mila euro, devono obbligatoriamente redigere la Relazione Di Missione e, oltre comunicare l’attività precedentemente svolta e le finalità che si vogliono perseguire devono anche dettagliare ed elencare tutti i restanti documenti di bilancio (se previsti), come la nota integrativa o la relazione del Collegio Sindacale.

Quale documentazione deve essere integrata nella Relazione?

La relazione di missione trova un utile paragone nel codice civile con la definizione della relazione di gestione. La relazione di gestione è un documento previsto per alcune società commerciali. Analogamente alla Relazione di Gestione quindi, nella relazione di missione possono essere compresi: le attività di ricerca e di sviluppo; i rapporti con imprese (associazioni) controllate, collegate, controllanti e imprese sottoposte al controllo di queste ultime; i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio; la prevedibile evoluzione della gestione; una valutazione della situazione patrimoniale e finanziaria; gli obiettivi e le politiche intraprese; l’eventuale esposizione ai rischi finanziari.