Associazioni riconosciute e non riconosciute: quali sono le differenze e come si costituiscono?

Associazioni riconosciute e non riconosciute: quali sono le differenze e come si costituiscono?

In una fase di grave crisi economica quale quella che stiamo attraversando le Associazioni riconosciute e quelle non riconosciute svolgono un ruolo di fondamentale importanza, in virtù della loro capillare presenza nel territorio e in generale grazie al livello di professionalità raggiunto.

Riconoscere l’importanza del ruolo dell’associazionismo nella nostra società e sostenere l’operatività di questa che si configura spesso come una missione, è un atto di grande rilievo, concreta sensibilità, corretto impiego di risorse a beneficio di tutti e dei più deboli in particolare.

Ma non tutte le associazioni (come abbiamo già avuto modo di vedere) sono uguali. In Italia infatti, normative alla mano, sono due le tipologie di associazione previste dal nostro ordinamento che si differenziano per la modalità di costituzione, nel riconoscimento o meno della personalità giuridica e nel livello di responsabilità degli amministratori.

Associazioni riconosciute: più impegnative ma garantiscono benefici e un riconoscimento istituzionale più forte. Sono considerate come riconosciute tutte le associazioni che hanno ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica da parte dello Stato.

La personalità giuridica consente alle associazioni di avere un autonomia patrimoniale perfetta (in questo caso si determina infatti la separazione del patrimonio dell’ente da quello dei soci, che agiscono in nome e per conto dell’ente). In caso di riconoscimento le responsabilità di tipo economico derivanti da attività svolte dall’associazione ricadono solo sull’associazione e non sui patrimoni delle singole persone che la compongono o degli amministratori.

Associazioni riconosciute, quali benefici? Le associazioni riconosciute a differenza di quelle non riconosciute possono usufruire di particolari benefici previsti dalla legge, come la possibilità di richiedere contributi da parte di enti pubblici. Hanno la possibilità di ricevere eredità e donazioni o di comprare immobili.

Come si richiede il riconoscimento? Come diventare associazione riconosciuta?

Per ottenere il riconoscimento bisogna prima di tutto stanziare un capitale vincolato. Il capitale stanziato (che rappresenta la garanzia della solvibilità dell’associazione stessa, in caso di obbligazioni verso terzi) non potrà in nessun modo essere utilizzato per altri scopi dall’associazione.

  • Redigere l’Atto costitutivo sottoscritto in presenza di un notaio o un pubblico ufficiale;

  • Registrare lo Statuto dell’associazione presso l’Ufficio del Registro dell’Agenzia delle Entrate;

  • Presentare alla Prefettura della provincia in cui l’ente ha sede la domanda per il riconoscimento della personalità giuridica, insieme alla documentazione richiesta.

La richiesta deve essere presentata dal legale rappresentante dell’associazione. La Prefettura, accertata la presenza delle condizioni previste dalla normativa, l’esistenza di uno scopo possibile e lecito, e che il patrimonio sia sufficiente, la inoltrerà per l’approvazione, attraverso il Ministero competente, alla Presidenza della Repubblica.

Associazioni NON riconosciute: più agile e diffusa, particolarmente adatta per chi vuole mettersi alla prova.

Le associazioni non riconosciute: come costituire un associazione non riconosciuta?

Come le associazioni riconosciute anche le associazioni non riconosciute si basano sull’accordo raggiunto tra gli associati. Il contratto di associazione non prevede però per legge nessuna particolare formalità e/o costi di costituzione, d’altro canto le associazioni non riconosciute, essendo prive di personalità giuridica non godono di un’autonomia patrimoniale perfetta, cioè, nel loro caso non c’è separazione assoluta tra patrimonio dei membri e patrimonio dell’ente.

Come abbiamo detto non esistono obblighi di forma pe rla costituzione di un associazione non riconosciuta. La forma scritta serve però se l’associazione dovesse acquisire beni immobili, in ogni caso per maggiore sicurezza sugli accordi presi è comunque opportuno, anche se non obbligatorio, che l’Atto costitutivo venga SEMPRE redatto in forma scritta.

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