La decisione con cui la Regione Lazio cancella associazioni dal Runts non nasce da un atto improvviso, ma da un percorso lungo e stratificato che affonda le radici nella riforma complessiva del sistema associativo italiano. Solo oggi, però, quel processo produce effetti concreti e visibili, incidendo direttamente sulla quotidianità di associazioni, volontari e servizi sociali che operano nei territori del Lazio.
Al centro della vicenda c’è il Registro unico nazionale del Terzo Settore (Runts), lo strumento introdotto per uniformare e rendere trasparente l’universo del non profit, superando la frammentazione dei vecchi registri regionali.
Il passaggio dagli albi Artes al Runts, previsto dal Codice del Terzo Settore approvato nel 2017 e divenuto operativo dal 23 novembre 2021, ha imposto a tutte le realtà già iscritte una verifica sostanziale della propria esistenza giuridica e amministrativa.
Perché la Regione Lazio ha cancellato circa 2.700 associazioni
È in questo contesto che la Regione Lazio, con una determinazione dirigenziale del 29 dicembre, ha ufficializzato l’esclusione di circa 2.700 enti su un totale di 14.500 iscritti al Runts. Una percentuale significativa, pari a quasi un quinto del sistema regionale, che ha immediatamente acceso il dibattito sul rapporto tra obblighi formali e capacità organizzativa delle associazioni, soprattutto quelle più piccole.
Gli obblighi richiesti agli enti iscritti al Runts
Secondo la ricostruzione dell’amministrazione regionale, a partire dal 2021 gli enti avrebbero dovuto adempiere ad alcuni passaggi imprescindibili:
aggiornamento dei dati anagrafici
deposito dei bilanci
documentazione amministrativa coerente e verificabile
Adempimenti fondamentali non solo per rimanere iscritti al Runts, ma anche per continuare a beneficiare delle agevolazioni fiscali, dell’accesso al 5×1000 e della gestione di eventuali beni immobili.
Diffida ad adempiere e controlli: cosa è successo dal 2021 al 2025
Le verifiche condotte dagli uffici regionali avrebbero evidenziato, nel periodo 2021–2023, una mancata risposta da parte di una quota rilevante di enti. Da qui l’avvio, il 24 giugno 2024, di una diffida ad adempiere, con 120 giorni di tempo per regolarizzare la propria posizione.
Secondo quanto emerge dagli atti, i termini sarebbero stati progressivamente ampliati attraverso proroghe e solleciti, fino a estendere il perimetro delle verifiche a dicembre 2025.
Le conseguenze della cancellazione dal Runts
L’assenza di riscontri documentali ha portato alla cancellazione d’ufficio dal Runts, considerata dall’amministrazione l’epilogo di un procedimento ormai concluso. Le conseguenze per le associazioni escluse sono rilevanti:
perdita dell’accesso al 5×1000
rischio di destinazione del patrimonio immobiliare
uscita dal perimetro ufficiale del Terzo Settore
Quali associazioni sono coinvolte nella cancellazione
L’elenco degli enti coinvolti restituisce la portata del provvedimento. Tra le realtà escluse figurano:
numerose Pro Loco
circa 20 Avis comunali
oltre 100 associazioni di protezione civile
organizzazioni strutturate come Legambiente Lazio, che conta circa 10mila sostenitori e opera con sede a Villa Ada
Un dato che ha contribuito ad amplificare l’attenzione pubblica e politica sulla vicenda.
Ricorsi e possibili correzioni: cosa possono fare le associazioni
Nonostante la rigidità del provvedimento, la procedura non è ancora definitivamente chiusa. La normativa prevede infatti 60 giorni per la presentazione dei ricorsi, durante i quali gli enti possono dimostrare:
irregolarità procedurali
mancate comunicazioni
errori nella gestione o acquisizione della documentazione
La Regione ha inoltre lasciato intendere la possibilità di intervenire in presenza di criticità evidenti.
Il tavolo di confronto con Forum Terzo Settore e Csv
Per gestire questa fase è stato attivato un tavolo di confronto tra Regione Lazio, Forum del Terzo Settore del Lazio e Csv, con l’obiettivo di analizzare le posizioni caso per caso.
Negli ultimi anni, infatti, oltre 1.400 enti sono stati regolarizzati attraverso procedure analoghe, segno di un sistema complesso e non privo di margini di errore.
Documentazione incompleta e servizi essenziali a rischio
In diversi casi le associazioni avrebbero trasmesso correttamente i bilanci, ma non l’aggiornamento anagrafico, oppure avrebbero inviato entrambi i documenti senza che questi venissero correttamente acquisiti dagli uffici.
L’attenzione è ora concentrata soprattutto sulle realtà impegnate in servizi essenziali, convenzioni pubbliche e progetti in corso, per evitare che un passaggio amministrativo si traduca in un’interruzione concreta delle attività sul territorio.
Un nodo politico e sociale ancora aperto
Al di là dei singoli casi, la vicenda in cui la Regione Lazio cancella associazioni dal Runts solleva una questione più ampia: la capacità del Terzo Settore di reggere l’impatto di una riforma pensata per garantire trasparenza e affidabilità, ma che rischia di mettere in difficoltà proprio le realtà più fragili.
Un equilibrio sottile, quello tra rigore normativo e funzione sociale, che oggi torna al centro del dibattito nazionale.




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