Regime Forfettario, Scontrini, Spesometro … tutti i “problemi” pratici che un’associazione turistica di volontari come la Pro Loco di un comune deve necessariamente “risolvere”

Le Pro Loco sono delle Associazioni turistiche locali costituite da volontari e appartengono alla categoria degli enti non commerciali. Possono comunque svolgere attività commerciale residuale purché questa sia strettamente collegata alla realizzazione delle attività istituzionali come definite dallo statuto. Nel caso in cui la Pro Loco svolga attività commerciale, anche SOLO occasionale, dovrà dotarsi obbligatoriamente di partita IVA. RICORDIAMO che gli utili delle attività commerciali non possono essere ridistribuiti tra i soci ma vanno reinvestiti ai fini degli scopi associativi.

La normativa di riferimento è il decreto legislativo 4 dicembre 2007 n°460. Nel momento in cui si dota di Partita IVA la Pro Loco deve necessariamente scegliere un regime contabile.

Il Regime Forfetario previsto dalla legge 398/91 è in assoluto il più adeguato per le associazioni Pro Loco. Gli altri Regimi, di contabilità ordinaria o semplificata, a differenza del Forfetario 398, richiedono l’appoggio di un commercialista ed aggiungono costi alla gestione dell’associazione.

Il Regime Forfetario legge 398/81. Essendo il più indicato, riportiamo qualche informazione generale. All’atto della richiesta della Partita IVA, o in un momento successivo se si desidera modificare il proprio Regime contabile, va segnalato, sul modulo AA7/7 dell’agenzia dell’entrate, nel riquadro ‘ALLEGATI’, la dicitura ‘si opta per l’applicazione delle disposizioni previste dalla legge 398/91’.

Cosa fare con le fatture e gli scontrini fiscali se si è scelto il Regime Forfetario 398/91

Le fatture emesse dalla Pro Loco e le fatture di acquisto di merci e servizi devono essere numerate progressivamente per anno solare e conservate per 10 anni. (vedi il trattamento IVA). Optando per il Regime 398/91 si è esonerati dalla tenuta di registro di cassa e quindi dall’emissione di scontrini fiscali. È possibile optare per questo regime solo fino al limite di € 400.000 di volume di attività commerciale (nuovo limite dal 1 gennaio 2017 – il limite precedente era 250.000 euro.)

Imposte dirette per gli aderenti al Regime Forfetario 398/91. Le Pro Loco che possiedono partita IVA devono compilare ogni anno il modello UNICO (denuncia dei redditi). Fanno parte dell’imponibile tutti i proventi da attività commerciale ovvero:

  • gli incassi delle feste per cui si è versata l’IVA

  • gli incassi per cui la Pro Loco emette fattura

  • i contributi che alla fonte hanno applicata l’aliquota IRES del 4%

Adempimenti contabili. I corrispettivi e proventi da attività commerciale vanno segnati nel registro corrispettivi contribuenti minori, detto registro IVA minori. Trimestralmente si verserà tramite F24 il dovuto all’erario. L’Agenzia delle Entrate ha emesso una circolare in data 24 aprile 2013 dal titolo “Quesiti relativi alle Associazioni e alle società sportive dilettantistiche”, all’interno della quale vi sono alcune delucidazioni per le Pro Loco in contabilità 398. Scarica qui la circolare.

Spesometro. Lo spesometro interessa anche gli ENTI NON COMMERCIALI con partita iva, e quindi tutte le Pro Loco/organizzazioni Unpli che hanno partita iva, che nell’anno precedente alla scadenza (solitamente entro 20 aprile) hanno emesso fatture o ricevuto fatture relative alla attività commerciale svolta, indipendentemente dal loro importo.

N.B. LE PRO LOCO/strutture Unpli che non hanno partita iva NON SONO INTERESSATE

Le Pro Loco dovranno procedere entro il 20 aprile all’invio dei dati dello “spesometro” con modalità telematica; per effettuare tale adempimento si dovrà o registrare tutte le fatture di vendita e di acquisto, riguardanti l’attività commerciale, o compilare manualmente il modello dello “spesometro”, per poi procedere al suo invio telematico attraverso il canale ENTRATEL o utilizzando un INTERMEDIARIO ABILITATO

image_pdfScarica in PDFimage_printVedi anteprima di stampa