Un Associazione può vendere abbigliamento sportivo ai propri soci? Diciamolo subito, le associazioni possono decidere di aprire uno spaccio per la vendita di abbigliamento sportivo; effettuare un acquisto cumulativo, in nome e per conto dei soci, di abbigliamento sportivo; acquistare materiale sportivo da regalare agli atleti.

Nel primo caso l’associazione andrà a svolgere una attività commerciale (la vendita di beni nuovi è sempre attività fiscalmente rilevante, ancorché diretta ai soci) che presuppone quindi l’applicazione dell’IVA, la liquidazione delle imposte e la preventiva SCIA al Comune per lo svolgimento dell’attività.

Nel secondo caso l’associazione invece si limita a supportare i soci nell’acquisto del materiale sportivo, essendo noto che gli acquisti cumulativi possono garantire l’applicazione di sconti o l’accesso a canali commerciali non destinati ai privati. Se l’associazione si limita a chiedere il rimborso delle spese effettivamente sostenute e debitamente documentate per il socio, l’operazione non è fiscalmente rilevante. Attenzione però alle modalità di organizzazione affinché la stessa non sia, viceversa, considerata pura attività commerciale.

Assofacile vi consiglia di deliberare in Consiglio direttivo l’attivazione del gruppo di acquisto solidale del materiale sportivo e di predisporre una tabella in cui far specificare ad ogni socio l’articolo scelto/taglia/quantità e in cui indicare il costo sostenuto, così come schematicamente rappresentato:

  • Nome e cognome del socio

  • Articolo scelto taglia quantità Importo

  • pinzare alla tabella la fattura di acquisto;

  • rilasciare al socio che rimborsa il costo sostenuto una quietanza con causale “rimborso abbigliamento sportivo acquistato in nome e per conto”;

  • far transitare contabilmente l’operazione nello stato patrimoniale o, nel caso di associazione con semplice rendiconto finanziario, in una separata tabella.

Per concludere, l’associazione può decidere di regalare agli atleti il materiale sportivo: in questo caso è opportuno che risulti da apposita delibera del Consiglio direttivo.

La concessione del materiale sportivo è in questo caso legata alla circostanza che gli atleti rappresentano l’associazione.

Diverso è il discorso dell’associazione che prevede una quota di adesione base e di una quota adesione comprensiva del materiale sportivo: in questo caso l’Agenzia delle Entrate potrebbe agevolmente contestare la natura commerciale della differenza tra la quota di adesione base e quella comprensiva del materiale sportivo.

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