Il concetto di Associazione Sportiva dilettantistica è stato introdotto nel nostro ordinamento con la pubblicazione dell’articolo 90 della legge 289 del 2002 e ha passato indenne tutti i vari mutamenti normativi che nel corso degli ultimi 20 anno hanno rivoluzionato il settore dell’associazionismo, tanto che oggi risultano essere le uniche realtà associative a non essere state interessate dalla recente riforma del terzo settore.

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La riforma del terzo settore ha completamente rivoluzionato il panorama associazionistico italiano, modificando paradigmi e modalità di organizzazione interna. Ma quali sono le caratteristiche di un’associazione sportiva dilettantistica, quando sono nate e quale sarà l’ambito di applicazione futuro delle ASD?

Queste sono solo alcune delle domande a cui daremo risposta nelle prossime righe.

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I fondamenti normativi delle ASD sono il Codice Civile, l’articolo 90 della legge 289/2002 e (limitatamente all’aspetto fiscale) la legge 398/1991.

Normative alla mano, la definizione di un’ASD è un ente associativo riconosciuto per legge che ha come fonte normativa il Titolo II, Capo II e III del codice civile, in quanto essa può come ogni altro ente non commerciale di tipo associativo assumere le vesti di ente riconosciuto o non riconosciuto.

Cosa si intende per ente riconosciuto o non riconosciuto?

Con il termine di riconosciuto si indica l’eventualità in cui un’associazione sportiva dilettantistica di poter acquisire, attraverso un preciso processo burocratico (costituzione dell’associazione e richiesta di riconoscimento all’ufficio del prefetto) una personalità giuridica identificativa.

Caratteristiche di un’associazione sportiva dilettantistica!

Tutti gli enti che, a livello dilettantistico, svolgono attività sportiva possono costituirsi sotto forma di associazione. Secondo la Legge 289/2002, quindi, le asd possono costituirsi sotto la forma di società di capitali senza scopo di lucro o in cooperative, e possono usufruire del regime fiscale previsto dalla legge 398/1991.

Differenza e distinzione tra attività sportiva dilettantistica e attività sportiva professionale.

L’importante e fondamentale distinzione tra attività dilettantistica e attività professionale viene fatta direttamente dall’ordinamento sportivo e dalle federazioni sportive. Per distinguere le due attività possono essere utilizzati alcuni elementi, cosi come indicato dalla Legge 91 del 1981.

All’articolo 2 della 91 del 1981, citiamo testualmente “ai fini dell’applicazione della presente legge, sono sportivi professionisti gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi ed i preparatori atletici, che esercitano l’attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità nell’ambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguono la qualificazione dalle federazioni sportive nazionali, secondo le norme emanate dalle federazioni stesse, con l’osservanza delle direttive stabilite dal CONI per la distinzione dell’attività dilettantistica da quella professionistica”.

Attività di un’ASD, Associazioni Sportive Dilettantistiche.

Un’associazione sportiva dilettantistica, alla luce delle informazioni che abbiamo sopra riportato, è un ente NON commerciale di tipo associativo che si caratterizza per svolgere attività sportiva. Lo svolgimento dell’attività sportiva comprende anche le iniziative didattiche correlate alle attività sportive che devono essere portate avanti senza scopo di lucro ma con scopo solidaristico.

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