Una verifica fiscale ad opera della Guardia di Finanza è una delle eventualità più terrorizzanti che un associazione potrebbe vivere. La paura di aver commesso qualche svista e di non avere tutti i conti in regola è sempre presente. Con questa breve guida, Assofacile vuole darvi un pratico strumento con il quale affrontare serenamente un ispezione fiscale da parte di Agenzia delle Entrate o Guardia di Finanza.

Vuoi sapere come comportarti nel caso di una verifica fiscale della Guardia Di Finanza? Scopri come comportarti con 8 semplici consigli.

Muoversi correttamente tra bonus, agevolazioni, contratti di sponsorizzazione, stipendi, contributi, quote soci … è un vero è proprio labirinto. Un dedalo di norme burocratiche che spaventerebbe chiunque e che per essere risolto necessità spesso dell’utilizzo di un software gestionale che possa aiutarvi a gestire correttamente tutti gli aspetti contabili e fiscali della Vostra Associazione.

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Sangue freddo e richiedi subito l’assistenza di un consulente fiscalista.

Mantenere il sangue freddo in una situazione di questo tipo sembra quasi impossibile, ma il primo consiglio che vi diamo è proprio quello di non lasciarvi prendere dal panico.

Quando state subendo un’ispezione fiscale e i vostri libri contabili sono sotto controllo della finanza la prima cosa da fare è quella di prendervi tutto il tempo necessario per comprendere cosa vi stanno chiedendo. Rispondere bene e con sicurezza alle richieste formulate vi aiuterà a gestire bene i primi istanti della verifica.

Fatte tutto senza fretta: recuperate i documenti e le informazioni che sono in vostro possesso e consegnatele, informativi sui tempi e sui termini che avete per esibire le documentazioni che non sono in vostro possesso nell’immediato, sopratutto preoccupatevi di contattare il prima possibile il vostro consulenti di fiducia.

Farsi assistere da un professionista qualificato (art. 12, comma 2, Legge n. 212/2000) è infatti la scelta migliore prima di sottoscrivere i verbali redatti dai verificatori o, se non siete sicuri, per rispondere o meno alle domande che vi verrano poste.

Non aspettatevi controlli fiscali ad orari impensabili!

Se gestite un’associazione o un ente di volontariato potete dormire sogni quasi tranquilli. I controlli fiscali sulla vostra associazioni saranno sicuramente eseguiti (ad eccezione di casistiche rare, eccezionalità ed urgenza delle verifiche) durante l’orario ordinario di esercizio delle attività. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire cosa succede in caso di verifiche fiscali. Prima di tutto, l’aspetto degli agenti.

La Guardia di Finanza, nei limiti del possibile dovrà svolgere i controlli in borghese e causarvi solo il disturbo necessario ai controlli fiscali da svolgere. La sua permanenza all’interno dei vostri uffici non potrà superare i 30 gg lavorativi, che possono diventare 60 in caso di particolare complessità dell’indagine individuati e sopratutto devono essere motivati dal dirigente dell’uffici.

Non possono esistere controlli segreti. Avete il diritto di conoscere le ragioni dell’ispezione.

Quando la vostra associazione subisce un controllo fiscale, la prima cosa che succede è l’accesso dei verificatori nei locali dove svolgete l’attività (impresa, artistica o professionale secondo il dettato dell’art. 52, comma 1, d.P.R. 633/1972).

In questa fase, ricordatevi che è un vostro diritto verificare preliminarmente l’esistenza e la legittimità dell’ordine di accesso. Prima di fare accedere i controllori potete richiedere l’esibizione di un documento attestante il diritto dei funzionari ad accedere nei vostri locali e a svolgere i controlli.

Quindi richiedete il documento e pretendetene subito una copia allegato all’atto d’accesso assieme alle tessere personali di riconoscimento degli operanti. Se l’accesso riguarda dei locali ad uso promiscuo (abitazione privata e sede dell’associazione) l’ordine di accesso dovrà essere emanato non da un semplice funzionario dirigente, ,ma direttamente dal Procuratore della Repubblica.

L’ordine di accesso deve, per Legge, contenere l’indicazione dei funzionari/militari autorizzati ad eseguire l’accesso; l’indicazione precisa di quali locali e in quale giorno, saranno sottoposti a controllo; che tipo di controllo sarà svolto.

FONDAMENTALE: in caso di verifica fiscale devono esservi comunicati i motivi, ragioni giustificative dell’intervento, che giustificano la verifica e l’oggetto della verifica. Devono inoltre essere precisati i periodi d’imposta soggetti a controllo e i singoli settori impositivi che saranno interessati.

Cosa non può fare la Guardia Di Finanza quando svolge una verifica fiscale?

Avvenuto l’accesso, i militari o i funzionari sono ormai all’interno dei nostri uffici. In questo momento ha inizio la verifica fiscale vera e propria. Da questo momento in poi i controlli saranno focalizzati ad individuare eventuali reati e illeciti e a controllare la documentazione contabile ed extracontabile presente in loco.

Probabilmente, prima di iniziare i controlli, la Guardia di Finanza o l’Agenzia delle Entrate vi chiederà di esibire spontaneamente i documenti in vostro possesso. Solo nel caso ci sia un rifiuto da parte vostra infatti si potrà procedere ad un controllo in via autoritativa.

La Guardia di Finanza, in questa fase di ricerca documentale, NON può sottoporre il contribuente a perquisizione personale; NON può aprire coattivamente plichi sigillati, borse, casseforti, mobili, ripostigli e simili che siano chiusi a chiave.

Tutti i documenti che si dovessero trovare all’interno di locali e oggetti chiusi (sono considerati chiusi e quindi non controllabili tutti gli oggetti che non possono essere aperti senza aprire una chiusura, comunque fissata, anche con una semplice manovra a mano) possono essere oggetto di verifica solo in presenza di una specifica autorizzazione del Pubblico Ministero, oppure su esplicito consenso del contribuente oggetto di ispezione fiscale.

N.B. In caso di controllo fiscale dettagliato, la Guardia di Finanza si interesserà e andrà alla ricerca di documentazioni attestanti contabilità in nero. Appunti personali, annotazioni, informazioni e tutto ciò che possa costituire un valido elemento indiziario sarà preso in considerazione e spetterà al contribuente dimostrare che i documenti indicanti contabilità in nero non devono essere considerati prova di reato.

Quali azioni possono essere fatte dalla Guardia di Finanza?

Qui sopra abbiamo visto cosa NON può essere fatto da militari e funzionari delle entrate in caso di Verifiche Fiscali. Vediamo ora cosa può essere fatto legalmente e come si svolge quindi un ispezione fiscale e contabile.

Le operazioni di verifica e ricerca avranno inizio immediatamente dopo la richiesta di esibizione della documentazione formulata dai verificatori. Dopo questa richiesta i controlli e le ispezioni possono essere svolte in completa autonomia (e anche contro la vostra volontà) da parte delle autorità preposte ai controlli.

Attenzione, perché se la documentazione richiesta viene esibita in un secondo momento, successivo quindi ad un vostro primo rifiuto, tutta la documentazione risultante potrà essere utilizzata solo contro di voi. Deve essere considerata come rifiuto anche la dichiarazione di non possesso della documentazione richiesta.

La momentanea irreperibilità delle scritture contabili comunque non implica in automatico il rifiuto di esibizione. Perché si parli di rifiuto deve essere evidente l’intenzionalità a non fornire la documentazione richiesta. Allo stesso modo non può essere considerato rifiuto il semplice ritardo (alcune ore o un giorno) nell’esibizione della documentazione.

Nel caso, come spesso accade, i documenti si trovino presso lo studio del proprio commercialista è necessario esibire un’attestazione dello stesso professionista che possa attestare quali scritture contabili sono custodite presso i suo ufficio.

Se volete, potete richiedere che l’esame dei documenti amministrativi e contabili sia svolto nell’ufficio dei verificatori (caserma della guardia di finanza ad esempio) o, presso il professionista che lo assiste e rappresenta.

Tutti i documenti (prove documentali, fotografie, file, video, registrazioni…) utili a dimostrare la vostra onestà, e a perorare la vostra difesa possono essere esibiti e mostrati fin dalle prime battute.

Acquisizione di documenti su computer aziendali.

In linea generale i computer, ma anche le mail e gli altri documenti informatici, dovrebbero essere sempre considerati alla stregua di plichi sigillati. In mancanza di un’espressa autorizzazione del contribuente quindi non potrebbero essere oggetto di controllo, se non sulla base di specifica autorizzazione del Pubblico Ministero.

Redazione e consegna del Processo Verbale di Constatazione (PVC).

La verifica fiscale si conclude con la stesura da parte degli agenti controllori del documento di sintesi dei controlli eseguiti, Processo Verbale di Constatazione (PVC). Ogni giorno verranno comunque stesi singoli verbali giornalieri dove sarà possibile trovare traccia delle singole attività svolte.

Verifiche fiscali presso gli studi professionali.

Un consiglio particolare, meritano infine i comportamenti da tenere nel caso si svolgano delle verifiche fiscali presso lo studio professionale del vostro commercialista.

Accessi e controlli di Guardia di finanza e Agenzia delle Entrate negli studi professionali devono rispettare una serie di norme non previste per le comuni attività. Per prima cosa, i controlli fiscali presso uno studio professionale devono essere svolti solo se in presenza del titolare dello studio o di un suo delegato. In caso di assenza del titolare dello studio le verifiche non potranno essere svolte d’autorità.

Il professionista inoltre, nel corso delle ispezioni fiscali, può eccepire il diritto al segreto professionale. In questo caso, tutte le attività di controllo dovranno interrompersi e dovrà essere richiesta l’autorizzazione del magistrato competente.

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